Diffamarono l’ex vicesindaco Fontana: condannati i giornalisti Abbate e Gomez

Gabriele Giovanni Vernengo

Cronaca

Diffamarono l’ex vicesindaco Fontana: condannati i giornalisti Abbate e Gomez

Diffamarono l’ex vicesindaco Fontana: condannati i giornalisti Abbate e Gomez
domenica 23 Aprile 2017 - 01:52

Diffamarono Antonino Fontana (nella foto), vicesindaco di Villabate dal 1986 al 1990. Con questo verdetto, il Tribunale civile di Roma ha condannato in primo grado i noti giornalisti Peter Gomez e Lirio Abbate al risarcimento danni nei confronti dell’ex esponente politico a causa di alcuni brani del libro “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”, da loro scritto ed edito da “Fazi Editore”.

Il giudice Riccardo Rosetti (clicca qui per leggere la sentenza) ha accolto l’istanza di Fontana parzialmente, disponendo un risarcimento del danno in solido da parte dei due giornalisti e della casa editrice di 15 mila euro (invece dei 90 mila richiesti dall’ex vicesindaco). Inoltre, Abbate e Gomez sono stati condannati a versare a Fontana 4 mila euro ciascuno (invece di 60 mila) a titolo di sanzione ex articolo 12 della legge sulla stampa. E per aggiunta, dovranno pure manlevare e tenere indenne la Fazi editore dalle conseguenze pregiudizievoli della sentenza. Non è stata accolta, invece, la richiesta di Fontana di vedere pubblicata la sentenza sui maggiori quotidiani a diffusione nazionale.

Nel volume “I complici…” pubblicato in tre edizioni (2007, 2009 e, in digitale, 2013) era citato proprio l’ex vicesindaco di Villabate. A pagina 140, era scritto: “Ancora negli anni Novanta ha continuato a organizzare con (……..) truffe all’Aima, associandosi con alcune cooperative agricole che facevano direttamente capo a Cosa Nostra, e versando una percentuale dei proventi nelle casse della mafia bagherese”. Ebbene, il giudice del Tribunale civile di Roma sottolinea: “Le affermazioni degli autori del libro a pagina 140 risultano prive del requisito della verità, in quanto non aderenti all’esito degli specifici accertamenti giurisdizionali condotti sul punto”. Insomma, secondo la sentenza di primo grado, quanto scritto da Gomez ed Abbate “assume un significato ingiustamente lesivo della reputazione di Fontana”.

L’ex vicesindaco fu pure arrestato nel 2003 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e trascorse 235 giorni in carcere. Tuttavia, nel 2012 fu assolto definitivamente e ottenne un risarcimento per ingiusta detenzione. E Fontana nella citazione in giudizio di Abbate e Gomez si è rivalso pure relativamente a quest’altra vicenda. L’ex vicesindaco di Villabate, infatti, nel 2013 all’uscita della terza edizione del libro “I Complici…” era già stato assolto da queste accuse, ma come fa notare ora il giudice del Tribunale civile di Roma non era stata eliminata dai due giornalisti la parte (sempre a pagina 140) in cui nelle prime due edizioni era scritto: “Anche Nino Fontana, secondo la Procura, ha favorito i Potestio (che sono suoi lontani parenti) nel Comune di sinistra di Ficarazzi, dove è consulente del sindaco. E soprattutto, come racconta il pentito Salvatore Barbagallo, ha avuto occhi di riguardo per le famiglie mafiose di Villabate e Bagheria, quelle che garantiscono la latitanza di Provenzano”.

Ed ora, a Villabate Press, Fontana sottolinea: “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. L’importante non è la cifra del risarcimento, ma che la verità sia venuta a galla. Spero che finisca al più presto questo accanimento nei miei confronti. Ringrazio le persone che mi sono state vicine e l’avvocato Giancarlo Aquilino, professionista di origini villabatesi, molto preparato”.

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