Al Buccheri La Ferla la serata di teatro con i pazienti usciti dal coma

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Al Buccheri La Ferla la serata di teatro con i pazienti usciti dal coma

di Redazione 
Al Buccheri La Ferla la serata di teatro con i pazienti usciti dal coma

Venerdì 18 Maggio 2018 presso l’Aula Polifunzionale dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli alle ore 21, dieci pazienti che hanno tutti vissuto l’esperienza del coma e affetti da gravi cerebrolesioni acquisite, porteranno in scena una commedia di Giovanni Alotta “Ci lecchiamo la sarda”.

Saranno gli attori, i costumisti e sotto molti punti di vista anche i registi, mentre gli scenografi saranno i pazienti inseriti nell’ambulatorio riabilitativo di arte terapia. E’ un importante appuntamento per arricchire il percorso riabilitativo. Le prove dello spettacolo durano da circa un anno. La seratà sarà aperta con l’esibizione di un gruppo di pazienti che frequentano l’ambulatorio di tangoterapia (affetti da diverse patologie: parkinson, emiplegia, ictus). L’ingresso è libero, si può lasciare un’offerta che verrà devoluta al Centro di Accoglienza “Beato Padre Olallo”.

La rappresentazione teatrale nasce come laboratorio all’interno dell’ambulatorio di gravi cerebrolesioni che afferisce all’Unità Operativa di Riabilitazione dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, diretta dal dott. Giorgio Mandalà. L’ambulatorio è costituito da un’equipe multidisciplinare composta da una fisioterapista, dott.ssa Adriana Di Gangi, da una neuropsicologa, dott.ssa Simona Ficile e da una logopedista, dott.ssa Maria Rosa Molene. Il laboratorio di teatro prevede sedute di gruppo di riabilitazione motoria, neuropsicologica e logopedica, la lettura, l’apprendimento e la recitazione di un copione di gruppo e la terapia occupazionale con l’obiettivo ultimo dell’allestimento della scenografia.

La finalità è quella di accrescere il benessere e la qualità della vita della persona colpita da grave cerebrolesione acquisita, agendo favorevolmente sulla componente motoria, cognitiva ed emotivo relazionale attraverso il canale figurativo ed espressivo. In questo modo, si offrono nuove esperienze motorie e psicomotorie meglio accettate dai pazienti al fine di aumentare la loro tolleranza e partecipazione a trattamenti riabilitativi spesso lunghi e impegnativi. Il laboratorio permette a queste persone di mettersi in gioco e implica un impegno fisico e mentale spesso molto faticoso.

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