Mafia, Sgarbi si scaglia contro il vescovo di Palermo Lorefice

Redazione

Cronaca - Palermo

Mafia, Sgarbi si scaglia contro il vescovo di Palermo Lorefice
Vittorio Sgarbi si scaglia contro l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che nei scorsi aveva sconfessato il frate carmelitano Mario Frittitta che aveva officiato una messa solenne in ricordo del boss della Kalsa Tommaso Spadaro

Mafia, Sgarbi si scaglia contro il vescovo di Palermo Lorefice

Vittorio Sgarbi si scaglia contro l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che nei scorsi aveva sconfessato il frate carmelitano Mario Frittitta che aveva officiato una messa solenne in ricordo del boss della Kalsa Tommaso Spadaro

sabato 16 Marzo 2019 - 19:01

“L’arcivescovo di Palermo Lorefice deve avere scambiato la funzione pastorale e la cura delle anime con la funzione laica di pubblico ministero. Non si spiega altrimenti la sua uscita contro un sacerdote, padre Mario Frittitta, che fu già umiliato e arrestato da tale Giancarlo Caselli senza che gli fosse risparmiata, lui innocente, l’esibizione delle manette”. Così Vittorio Sgarbi, si schiera al fianco di padre Mario Frittitta, il frate carmelitano finito al centro delle polemiche perché qualche giorno fa ha officiato una messa solenne nei confronti del boss della Kalsa Tommaso Spadaro, morto un mese fa. In quell’occasione, il questore di Palermo Renato Cortese vietò i funerali pubblici, un mese dopo in occasione del trigesimo, la chiesta di Santa Teresa alla Kalsa era gremita di gente del quartiere e di fronte alle domande del cronista di Repubblica che chiedeva per quale motivo avesse citato nell’omelia il nome di Tommaso. Il frate carmelitano ha risposto: “Stia attento perché il Signore queste cose le fa pagare”.  Secondo Sgarbi: “il richiamo contraddittorio alla invettiva di Papa San Giovanni Paolo II, proprio nello spirito di padre Frittitta – ‘convertitevi!’ – rivolta ai mafiosi, trasformata in una condanna implacabile ai peccatori mafiosi – prosegue Sgarbi -, contrasta con le parole di Santa Caterina da Siena in dialogo con Dio: ‘Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono. Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato. E come iniziare a convertirsi – conclude – se non con la confessione e con il perdono di Dio?”.

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