Palermo, maxi inchiesta per voto scambio. Indagate 96 persone, tra cui nomi eccellenti della politica

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Palermo, maxi inchiesta per voto scambio. Indagate 96 persone, tra cui nomi eccellenti della politica
La maxi inchiesta partita dalla Procura della Repubblica del tribunale di Termini Imerese svela una rete di voti per ottenere favori. Indagate 96 persone.

di Redazione 
Palermo, maxi inchiesta per voto scambio. Indagate 96 persone, tra cui nomi eccellenti della politica

La maxi inchiesta partita dalla Procura della Repubblica del tribunale di Termini Imerese svela una rete di voti per ottenere favori. Indagate 96 persone.

La Procura di Termini Imerese ha chiuso la maxi inchiesta sul voto di scambio che coinvolge politici ed ex potenti che adesso rischiano il processo. Sono 96 gli indagati e 71 i capi d’imputazione. Coinvolti, tra gli altri l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro ma anche Alessandro Aricò, capogruppo del movimento Diventerà bellissima. E ancora: il deputato leghista Alessandro Pagano e l’ex deputato, sempre leghista, Salvino Caputo.

Le ipotesi principali sono di voto di scambio, con promesse elettorali di assunzioni, superamento di esami di maturità, ammissione in scuole di specializzazione, appalti assegnati a imprese di comodo presso cui far lavorare elettori. Secondo i magistrati il sistema di scambio di voti sarebbe stato messo su per condizionare due competizioni elettorali, cioè le regionali del 2017 e le comunali di Termini Imerese. L’indagine era stata avviata due anni fa dopo il caso Caputo, quando vennero indagati i fratelli Salvino e Mario Caputo. Quest’ultimo sarebbe stato candidato al posto del fratello, che non poteva candidarsi dopo la condanna per abuso d’ufficio. Cuffaro, invece, è accusato di corruzione elettorale in concorso con Filippo Maria Tripoli.

Sull’argomento oggi pomeriggio è intervenuto l’assessore regionale Toto Cordaro, coinvolto suo malgrado, nell’inchiesta. “Sono estraneo alla vicenda che mi viene attribuita. Faccio l’avvocato da 25 anni, ma una cosa così non mi è mai accaduta”. L’esponente della giunta di centrodestra, guidata da Nello Musumeci, si dice stupito e amareggiato, e lascia balenare l’ipotesi di uno scambio di persona. “Potrebbe anche darsi – spiega -, il tema è drammaticamente delicato. Ho visto le carte e alla pagina 32 si fa riferimento ad una recidiva generica per Cordaro Salvatore. La recidiva si contesta quando uno è stato condannato. Ma posso assicurare che non sono mai stato processato, né tantomeno condannato – sottolinea -. Così, spulciando le carte, ha scoperto che il Cordaro Salvatore cui si fa riferimento è nato il 18 agosto 1971, mentre io – sottolinea – sono nato il 18 agosto 1967. E poi è scritto che l’indagato è tale Cordaro Salvatore detto Totò, quando io tutti lo sanno sono Toto. L’indagato sarebbe un soggetto pluripregiudicato, con due condanne: una per lesioni e un’altra per omicidio colposo. Ed io, invece, non sono mai stato condannato”.

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